lunedì 2 giugno 2025

Cinque leader, un fiasco (di vino), e il menù della guerra

 

Sotto l’insegna scolorita dell’Osteria di fuori porta  ieri sera si sono dati appuntamento cinque tra i più influenti esportatori di diplomazia armata: Donald Trump, Vladimir Putin, Xi Jinping, Volodymyr Zelensky e Benjamin Netanyahu. Il pretesto? Una cena conviviale “per la pace”. Il risultato? Una comanda lunga tre portate e due continenti bombardati.così mentre il cameriere serviva tagliatelle alla geopolitica spinta, i cinque leader hanno discusso animatamente dei confini, delle linee rosse e delle zone cuscinetto, usando fette di salame come segnalini tattici su una tovaglia di carta.
Cinque leader e un fiasco di vino

Xi, con la compostezza di chi sa aspettare, ha proposto di divider
e il mondo “a zone di influenza gastronomica”.
Putin ha chiesto l’annessione del piatto di Zelensky.
Zelensky ha risposto con una metafora teatrale che nessuno ha capito.
Netanyahu ha ordinato un secondo confine.
Trump ha suggerito di bombardare il dessert “prima che lo facciano loro”.
Alla fine, nessuno ha pagato il conto.
Trump ha detto che avrebbe fatto pagare la Cina.
Putin ha accusato la NATO.
Xi ha sorriso.
Netanyahu ha lasciato un drone come mancia.
Zelensky ha promesso che l’Occidente avrebbe coperto tutto con un crowdfunding. 

domenica 1 giugno 2025

Si fa presto a dire Oste

 Gigio ‘o Vicarioto, settant’anni portati come una damigiana di Piedirosso: con dignità, più o meno . Alto un metro e ottanta, largo quanto basta per far ombra a un tavolo intero, viene dalla Vicaria di Napoli, dove si nasce con l’ironia nel sangue e il sarcasmo nel pane cafone.


La sua cantina (guai a chiamarla osteria) è un buco di vino e verità, tre tavoli, quattro bestemmie controllate, e una parete di botti da cui esce solo sfuso, rosso come la faccia di chi ha bevuto troppo e detto la verità.

Gigio non serve, dispensa. Non accoglie, tollera.

Il menù? Nessuno. Se chiedi un listino ti guarda come se avessi bestemmiato San Gennaro.

«Vuoi il vino buono? Va’ a Lourdes. Qua è quello nostro, e se non ti piace... bevi lo stesso, così impari.»

È il cuore sarcastico del tuo blog, la coscienza laica dei racconti, l’uomo che ha visto papi, frati, leader mondiali e turisti tedeschi finire sotto il suo tavolo con la stessa pietà riservata al soffritto del venerdì.


Abbiamo veramente bisogno di un ponte

 Abbiamo veramente bisogno di un ponte che colleghi i cervelli con il paese. In un Paese dove la memoria dura meno di un ciclo elettorale, i...